Geotermia

La geotermia permette un abbattimento importante dei costi sia per la climatizzazione estiva che per quella invernale e l’abbinamento con pompa di calore produce un risparmio energetico superiore al 50%.

Il termine geotermia a bassa entalpia è riferito agli impianti che utilizzano l’estrazione dal sottosuolo di fluidi a temperature inferiori a 90° (fluidi a bassa entalpia, definiti in tal modo dal D.Lgs. 22/2010) per fornire o sottrarre calore agli edifici, riscaldando in inverno e climatizzando in estate.

Realizziamo impianti geotermici a bassa entalpia e seguiamo i nostri clienti dallo studio di fattibilità, alla ricerca del finanziamento, fino alla progettazione,esecuzione,richiesta di incentivi o detrazionifiscali e manutenzione,con un’assistenza garantita tutto l’anno 24 ore su 24.

La geotermia utilizza la proprietà del sottosuolo di avere temperatura costante, sia in estate che in inverno, al disotto dei 20 metri di profondità, variabile tra i 12°- 14° e di aumentare di 3° ogni successivi 100 metri.

L’impianto geotermico sostituisce sia l’impianto di riscaldamento che quello di raffrescamento senza necessità di altro apporto termico esterno.
In sostituzione della caldaia e dei gruppi frigo un’unica macchina, la pompa di calore, che permette di riscaldare e raffrescare.

La temperatura costante del terreno durante tutto l’anno viene utilizzata dall’impianto geotermico per lo scambio di calore tra il liquido immesso nel circuito e il terreno, questo avviene attraverso l’inserimento nel suolo di sonde geotermiche, nelle quali scorre il fluido che ha la capacità di assorbire o rilasciare calore e trasportarlo dal sottosuolo all’edificio.

In Italia, a seconda della latitudine si registrano variazioni termiche considerevole da nord a sud, da minime medie invernali di -15° sull’arco alpino fino a massime estive oltre i 45° in Sicilia, mentre la temperatura del sottosuolo rimane costantemente variabile, da nord a sud, tra i 12° e i 14°. La maggiore escursione termica tra la temperatura dell’ambiente da riscaldare o raffrescare e quella del sottosuolo, influisce sul rendimento dell’impianto geotermico.

Quando la temperatura dell’aria, in inverno, è più fredda della temperatura del sottosuolo, il liquido presente nel circuito parte da una temperatura più fredda e mentre scorre attraverso le sonde inserite nel terreno si riscalda immagazzinando calore e lo trasporta all’edificio, cedendo freddo al sottosuolo, quando viceversa, in estate, l’aria esterna è più calda della temperatura del sottosuolo il circuito rilascia calore consentendo la refrigerazione degli ambienti a partire da una temperatura più bassa del terreno.

Lo scambio termico descritto risulta possibile utilizzando la pompa di calore che è l’unità centrale dell’impianto geotermico a bassa entalpia.

La pompa di calore sfrutta lo stesso principio di funzionamento delle macchine frigorifere, funzionando in maniera contraria a queste, ed è di tipo reversibile, ossia, la stessa macchina può servire sia per riscaldare che per raffrescare.

La resa dell’impianto geotermico dipende anche dal tipo di sottosuolo che si riscontra nel sito d’installazione. In particolar modo influisce per le sonde verticali la conducibilità del sottosuolo.